Galleria d'Arte Paolo Antonacci Roma
Skip to main content
  • Menu
  • Home
  • Collection
  • Art Fairs
  • Exhibitions
  • Publications
  • About
  • Contacts
  • EN
  • IT
  • EN
Instagram, opens in a new tab.
Facebook, opens in a new tab.
Send an email
Instagram, opens in a new tab.
Facebook, opens in a new tab.
Send an email
Menu
  • EN
  • IT
  • EN

Collection

Open a larger version of the following image in a popup: Pietro LOVATTI BRENDA, Paesaggio montuoso con pastorella, 1890 circa

Pietro LOVATTI BRENDA

Paesaggio montuoso con pastorella, 1890 circa
Olio su tela
cm 52 × 160
P. Brenda
Enquire
%3Cdiv%20class%3D%22artist%22%3EPietro%20LOVATTI%20BRENDA%3C/div%3E%3Cdiv%20class%3D%22title_and_year%22%3E%3Cspan%20class%3D%22title_and_year_title%22%3EPaesaggio%20montuoso%20con%20pastorella%3C/span%3E%2C%20%3Cspan%20class%3D%22title_and_year_year%22%3E1890%20circa%3C/span%3E%3C/div%3E%3Cdiv%20class%3D%22medium%22%3EOlio%20su%20tela%3C/div%3E%3Cdiv%20class%3D%22dimensions%22%3Ecm%2052%20%C3%97%20160%3C/div%3E%3Cdiv%20class%3D%22signed_and_dated%22%3EP.%20Brenda%3C/div%3E
Read more

In questo suggestivo paesaggio montano, Pietro Lovatti Brenda contrappone con raffinata sensibilità la severità della natura alla delicata presenza umana. L'asprezza delle pareti rocciose e dei rilievi montani è infatti armoniosamente mitigata dalla figura di una giovane pastorella, colta nell'intimo gesto di accudire una capretta, episodio di quotidiana semplicità che infonde alla composizione un'atmosfera di serena poesia.

L'ambientazione rimanda con ogni probabilità ai territori dell'Abruzzo centrale, dove la conformazione aspra del paesaggio, scandita da affioramenti rocciosi e pendii accidentati, trova un'efficace trasposizione pittorica. Brenda interpreta questi scenari con uno sguardo partecipe e naturalistico, restituendone la monumentalità senza rinunciare a una sottile vena lirica. Tra le alture si apre un lembo di cielo dalle tonalità diafane, che illumina la scena e conferisce profondità spaziale all'intera composizione.

 

La produzione di Pietro Lovatti Brenda si sviluppò inizialmente intorno ai paesaggi della Campagna romana, come attestano opere quali Pineta di Castel Fusano e Palude, presentate alla mostra della Società degli Amatori e Cultori nel 1886. In seguito, la sua ricerca si orientò verso le vedute marine e soggetti ispirati a tematiche di carattere sociale, accompagnati da una progressiva intensificazione della gamma cromatica, sempre più sobria e raccolta.

Particolare rilievo riveste il dipinto Rifiuti del mare, esposto alla mostra della Società degli Amatori e Cultori di Roma nel 1900 e acquistato dal Ministero della Pubblica Istruzione, significativo riconoscimento del valore raggiunto dall'artista. L'opera è oggi conservata presso la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.

Brenda partecipò con continuità alle principali rassegne artistiche romane, esponendo quasi ininterrottamente alle mostre della Società degli Amatori e Cultori dal 1900 al 1923 e all'Associazione degli Acquarellisti nel 1903. Il critico Arduino Colasanti ne segnalò la presenza all'esposizione del 1910 con il dipinto Maestrale. Fu inoltre presente alla prima Biennale Romana del 1921 e alla Mostra dell'Arte Marinara del 1929, consolidando il proprio ruolo nel panorama artistico della capitale.

In questo suggestivo paesaggio montano, Pietro Lovatti Brenda contrappone con raffinata sensibilità la severità della natura alla delicata presenza umana. L'asprezza delle pareti rocciose e dei rilievi montani è infatti armoniosamente mitigata dalla figura di una giovane pastorella, colta nell'intimo gesto di accudire una capretta, episodio di quotidiana semplicità che infonde alla composizione un'atmosfera di serena poesia.

L'ambientazione rimanda con ogni probabilità ai territori dell'Abruzzo centrale, dove la conformazione aspra del paesaggio, scandita da affioramenti rocciosi e pendii accidentati, trova un'efficace trasposizione pittorica. Brenda interpreta questi scenari con uno sguardo partecipe e naturalistico, restituendone la monumentalità senza rinunciare a una sottile vena lirica. Tra le alture si apre un lembo di cielo dalle tonalità diafane, che illumina la scena e conferisce profondità spaziale all'intera composizione.

 

La produzione di Pietro Lovatti Brenda si sviluppò inizialmente intorno ai paesaggi della Campagna romana, come attestano opere quali Pineta di Castel Fusano e Palude, presentate alla mostra della Società degli Amatori e Cultori nel 1886. In seguito, la sua ricerca si orientò verso le vedute marine e soggetti ispirati a tematiche di carattere sociale, accompagnati da una progressiva intensificazione della gamma cromatica, sempre più sobria e raccolta.

Particolare rilievo riveste il dipinto Rifiuti del mare, esposto alla mostra della Società degli Amatori e Cultori di Roma nel 1900 e acquistato dal Ministero della Pubblica Istruzione, significativo riconoscimento del valore raggiunto dall'artista. L'opera è oggi conservata presso la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.

Brenda partecipò con continuità alle principali rassegne artistiche romane, esponendo quasi ininterrottamente alle mostre della Società degli Amatori e Cultori dal 1900 al 1923 e all'Associazione degli Acquarellisti nel 1903. Il critico Arduino Colasanti ne segnalò la presenza all'esposizione del 1910 con il dipinto Maestrale. Fu inoltre presente alla prima Biennale Romana del 1921 e alla Mostra dell'Arte Marinara del 1929, consolidando il proprio ruolo nel panorama artistico della capitale. 

In questo suggestivo paesaggio montano, Pietro Lovatti Brenda contrappone con raffinata sensibilità la severità della natura alla delicata presenza umana. L'asprezza delle pareti rocciose e dei rilievi montani è infatti armoniosamente mitigata dalla figura di una giovane pastorella, colta nell'intimo gesto di accudire una capretta, episodio di quotidiana semplicità che infonde alla composizione un'atmosfera di serena poesia.

L'ambientazione rimanda con ogni probabilità ai territori dell'Abruzzo centrale, dove la conformazione aspra del paesaggio, scandita da affioramenti rocciosi e pendii accidentati, trova un'efficace trasposizione pittorica. Brenda interpreta questi scenari con uno sguardo partecipe e naturalistico, restituendone la monumentalità senza rinunciare a una sottile vena lirica. Tra le alture si apre un lembo di cielo dalle tonalità diafane, che illumina la scena e conferisce profondità spaziale all'intera composizione.

 

La produzione di Pietro Lovatti Brenda si sviluppò inizialmente intorno ai paesaggi della Campagna romana, come attestano opere quali Pineta di Castel Fusano e Palude, presentate alla mostra della Società degli Amatori e Cultori nel 1886. In seguito, la sua ricerca si orientò verso le vedute marine e soggetti ispirati a tematiche di carattere sociale, accompagnati da una progressiva intensificazione della gamma cromatica, sempre più sobria e raccolta.

Particolare rilievo riveste il dipinto Rifiuti del mare, esposto alla mostra della Società degli Amatori e Cultori di Roma nel 1900 e acquistato dal Ministero della Pubblica Istruzione, significativo riconoscimento del valore raggiunto dall'artista. L'opera è oggi conservata presso la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.

Brenda partecipò con continuità alle principali rassegne artistiche romane, esponendo quasi ininterrottamente alle mostre della Società degli Amatori e Cultori dal 1900 al 1923 e all'Associazione degli Acquarellisti nel 1903. Il critico Arduino Colasanti ne segnalò la presenza all'esposizione del 1910 con il dipinto Maestrale. Fu inoltre presente alla prima Biennale Romana del 1921 e alla Mostra dell'Arte Marinara del 1929, consolidando il proprio ruolo nel panorama artistico della capitale. La Galleria Comunale d'Arte Moderna di Roma conserva tre sue opere – due Marine e un Paesaggio fantastico – che documentano efficacemente la versatilità costante attenzione rivolta tanto al paesaggio quanto alla resa atmosferica e luministica, elementi distintivi della sua pittura.

Previous
|
Next
60 
of  263
Privacy Policy
Manage cookies
Copyright © 2021 PAOLO ANTONACCI SRL.
Site by Artlogic

PAOLO ANTONACCI ROMA

Via Alibert 16/a, 00187 Roma, IT 

Phone: + 39 06 32651679

info@paoloantonacci.com

p.iva 05252941009

Instagram, opens in a new tab.
Facebook, opens in a new tab.
Send an email
View on Google Maps

This website uses cookies
This site uses cookies to help make it more useful to you. Please contact us to find out more about our Cookie Policy.

Manage cookies
Reject non essential
Accept

Cookie preferences

Check the boxes for the cookie categories you allow our site to use

Cookie options
Required for the website to function and cannot be disabled.
Improve your experience on the website by storing choices you make about how it should function.
Allow us to collect anonymous usage data in order to improve the experience on our website.
Allow us to identify our visitors so that we can offer personalised, targeted marketing.
Save preferences
Close

JOIN OUR MAILING LIST

Subscribe to our mailing list in order to receive news on new acquisitions, exhibitions, special previews and more! 

Signup

* denotes required fields

We will process the personal data you have supplied to communicate with you in accordance with our Privacy Policy. You can unsubscribe or change your preferences at any time by clicking the link in our emails.