Umberto BRUNELLESCHI
Umberto Brunelleschi (Montemurlo, 21 giugno 1879 – Parigi, 16 febbraio 1949) è stato uno scenografo e pittore italiano. Figlio dell’assicuratore Pietro Brunelleschi e di Benedetta Cappelli, da ragazzo si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Firenze,allievo di Raffaello Sorbi.
Ma l’Italia gli sta stretta fin da subito: nel 1900 parte per Parigi insieme agli amici Ardengo Soffici e Giovanni Costetti, col pretesto di visitare l’Esposizione Universale.
In realtà Umberto rimane all’ombra della Tour Eiffel, dove comincia una promettente carriera di illustratore per riviste di moda e di satira, come Le Rire, Le Frou-frou e L’Assiette au beurre, firmando le copertine con lo pseudonimo di Aroun al Raxid.
Il segno elegante e flessuoso, i colori brillanti e il tratto sicuro conquistano subito il pubblico francese; espone un suo Autoritratto al Salon des Indépendants.
Le sue illustrazioni piacciono anche in Italia: dal 1906 collabora con il ‘Giornalino della Domenica’, e due anni dopo figura tra le firme del ‘Corriere dei Piccoli’, testata per la quale crea alcuni personaggi di successo, come Frugolino e Coccoletta.
Nel 1912 debutta come scenografo con il balletto Légende du clair de lune di Madame Rasini al teatro Les bouffes parisiens, mentre due anni dopo espone per la prima volta alla Biennale di Venezia, dove sarà presente regolarmente fino al 1938.
Nell'ambiente artistico parigino Brunelleschi ha una posizione di rilievo: protagonista di successo della Belle Époque in una Parigi smagliante e mondana, dove le feste che organizza nel suo atelier in rue Boissonade a Montmartre, arredato un po’ all’orientale, un po’ alla Liberty, sono rimaste nelle cronache del tempo.
E’ stato amico di Modigliani, Soutine, Picasso, Van Dongen, Derain; il suo lussuoso studio era frequentato, tra gli altri, da Boldini, D'Annunzio, Ida Rubinstein.
Durante la Prima Guerra Mondiale ritorna in Italia e combatte sul fronte, senza però smettere di disegnare per riviste come Il Numero e La Tradotta.
Alla fine del conflitto ritorna a Parigi e si butta a capofitto in un’attività frenetica tra illustrazione, scenografia e pittura: fonda la rivista a colori La Guirlande e firma le scene di decine di spettacoli per le Folies Bergère, il Casino, il Mogador e il Marigny.
Nel 1924 Giacomo Puccini, dopo aver visito i suoi disegni per lo spettacolo Au pays du Lotus d'Or, gli commissiona i figurini per Turandot, ma non arrivano in tempo per la prima rappresentazione al Teatro alla Scala. Tuttavia Brunelleschi si prende la rivincita al Teatro Costanzi di Roma il 26 aprile 1926, quando l’opera viene messa in scena con i suoi costumi e ha un buon successo.
Nel 1925 partecipò alla ‘Exposition Internationale des arts décoratifs et industriels modernes’ di Parigi. Oltre alle Biennali di Venezia, allestisce varie mostre personali a Parigi, spesso esponendo ritratti di personaggi illustri del suo tempo.
Negli ultimi anni la figura di Brunelleschi è stata oggetto di un’ampia antologica curata da Giuliano Ercoli a Parma nel 1989. Lo stesso Ercoli ha pubblicato la monografia Umberto Brunelleschi (1879-1949) edita da Gonnelli nel 2011.
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