Gustave Léonard DE JONGHE
In un’ elegante interno, decorato con boiserie e mobili dorati secondo lo stile in voga a Parigi nella metà del XIX secolo, una giovane donna con un raffinato abito in velluto blu è seduta su una poltrona foderata in seta decorata a fiori. Ella sta ammirando con uno sguardo sognante un mazzo di violette: una lettera aperta sulla consolle accanto fa intuire che le siano appena giunto da un ammiratore.
Gustave Léonard de Jonghe (4 febbraio 1829 – 28 gennaio 1893) è stato un pittore fiammingo noto per i suoi raffinati ritratti dell’alta società e per le scene di genere.
Nato a Kortrijk, era figlio del celebre paesaggista Jan Baptiste de Jonghe, dal quale ricevette i primi insegnamenti artistici. Proseguì poi gli studi presso l’Académie Royale des Beaux-Arts di Bruxelles, dove ebbe tra i suoi maestri il prestigioso pittore belga François-Joseph Navez. Alla morte del padre, quando Gustave aveva appena quindici anni, la città natale gli concesse una borsa di studio affinché potesse proseguire la sua formazione.
A partire dal 1848 partecipò regolarmente alle esposizioni del Salon di Bruxelles.
Negli anni Cinquanta dell’Ottocento si stabilì a Parigi, iniziando a esporre anche al Salon di Parigi. Qui conquistò rapidamente il favore del pubblico come interprete della vita elegante della borghesia, realizzando ritratti femminili e scene di gruppo ambientate in interni lussuosi ricchi di dettagli decorativi e di raffinati elementi di moda. Il suo focus principale erano le donne dell'alta borghesia parigina, ritratte in momenti di relax, maternità o lettura.
Come il collega Alfred Stevens, mostrava una straordinaria abilità tecnica nel dipingere stoffe pregiate come seta, velluto e pizzi.
Nel corso della sua carriera ricevette importanti riconoscimenti: nel 1862 ottenne una medaglia di prima classe ad Amsterdam, mentre nel 1863 fu insignito di una medaglia di terza classe al Salon di Parigi. L’anno successivo il re dei Belgi Leopoldo I lo nominò Cavaliere dell’Ordine di Leopoldo.
Nel corso degli anni Settanta l’artista divise il proprio tempo tra Parigi e Bruxelles.
Morì nel 1893 ad Anversa, città nella quale risiedeva dal 1884.
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