Jean-Achille BENOUVILLE 1815-1891
Il nostro acquarello raffigura i ruderi della cosiddetta ‘Villa dei Gordiani’ che prende il nome dalla famiglia imperiale del III sec. d.C. a cui generalmente si attribuisce la proprietà dell’intero complesso o anche detta ‘Tor de’ Schiavi’ I resti si conservano sulla via Prenestina, che all’epoca di Benouville erano ancora in piena campagna.
Sulla sinistra della veduta si distingue la Cisterna, mentre al centro svetta l’Aula Ottagona con all’interno il pilastro di epoca medievale. Nel XIII secolo vi fu innalzata una torre, sostenuta dal grosso pilastro cilindrico sul quale erano appoggiate le scale che portavano a vari piani.
La torre (detta Tor de’ Schiavi) venne adibita nel Medioevo a torre di avvistamento
Infine, più arretrato è raffigurato il Mausoleo dei Gordiani, il più imponente e meglio conservato, adibito a luogo di sepoltura per i membri della famiglia. L’edificio funerario di forma circolare, in laterizio, alto metri 17,72 con un diametro di metri 19,05, risale agli inizi del IV secolo d.C.
Jean-Achille Benouville iniziò la sua formazione artistica assieme al fratello François Léon Benouville (1821-1859), presso l’atelier parigino del pittore François Picot (1786-1868). Venne instradato dal suo maestro alla pittura di paesaggio iniziando a dipingere i dintorni di Parigi e di Fontainebleau. Nel 1834 partecipò per la prima volta al Salon di Parigi e subito dopo fu accettato alla prestigiosa École de Beaux-Arts della capitale francese, dove vinse il Prix de Rome nella categoria del “paesaggio storico”.
Da quel periodo iniziarono i suoi viaggi in Italia. Nel Bel Paese si recò in compagnia di Camille Corot che fu suo amico e mentore e con il quale condivise uno studio a Roma nel 1843. Grazie al dipinto Ulisse e Nausicaa vinse il primo premio nel Prix de Rome del 1845 potendo così beneficiare di una borsa di studio e del pensionato presso l’Accademia di Francia di Villa Medici per tre anni. Alla fine di questo periodo di intenso studio, Jean-Achille Benouville maturò la decisione di rimanere nella città Eterna, continuando a dipingere per i successivi venticinque anni nel suo studio romano che fu prima al numero 86 di piazza di Spagna e poi al 144 di via del Babuino, senza mai interrompere gli invii di opere all’annuale Salon parigino. Nel 1871 tornò in Francia per stabilirvisi.