Pietro MARTORANA
Pietro Martorana (1760–1812) appartenne ad una delle principali famiglie di artisti siciliani del ‘700, famiglia che ebbe anche fecondi contatti con la penisola ed in particolare con la città di Roma.
Il padre Gioacchino, come egli stesso dichiara, si recò a Roma alla giovane età di 18 anni.
Plausibile che Gioacchino Martorana trovasse accoglienza presso il celebre incisore e conterraneo Giuseppe Vasi del quale sposerà, in prime nozze, nel 1756 la figlia Domenica, futura madre di Pietro Martorana.
Nel 1760 Gioacchino Martorana rientra a Palermo dove nello stesso anno nacque il figlio Pietro. A Roma, come già il padre, Pietro godette del sostegno del nonno Giuseppe Vasi celebre incisore.
In quegli anni si trovava nella città Luigi Mayer, un vedutista i cui modi sono accostabili ad alcune opere del Martorana, come ad esempio nelle rispettive vedute del tempio di Segesta .
Il primo periodo di residenza romano che fu di apprendistato per Pietro Martorana può essersi concluso dopo la morte del nonno Giuseppe Vasi nel 1782.
A questo periodo si possono attribuire cinque gouaches di piccola dimensione di monumenti romani, che recano come poi sarà in molte sue tempere, la firma ed eventuali iscrizioni sempre sul retro dell’opera.
Il successivo trasferimento a Napoli del Martorana potrebbe essere avvenuto posteriormente al 1782, agevolato o influenzato da ragioni di parentela e dai contatti con la corte regia dei familiari, per la presenza nella città partenopea dei cognati, anch’essi pittori, Alessandro e Olivio D’Anna, avendo egli sposato la figlia del pittore Vito D’Anna.
Ed è proprio Ferdinando IV di Borbone a volerlo con sé e a indurre Pietro Martorana ad un secondo lungo periodo di residenza a Roma.
Una coppia di acquerelli del Martorana (61,5 x 93 cm) reca sul verso l’attestazione che nel 1795 il paesaggista si trovava a Roma e si recava nei dintorni della città per ritrarne dal vero i celebri paesaggi.
Un acquerello è inscritto al retro: “Veduta delle Cascatelle di Tivoli e gli avanzi della Villa di Mecenati, disegnata e dipinta della Partte di So. Antonio... Pietro Martorana dipinse a Roma 1795” mentre un’altro è inscritto sul verso: “Veduta delle Cascatelle di Tivoli del punto abasso il fiume... dipinto à Roma da Pietro Martorana Palermitano”.
Entrambi gli acquerelli, pendant come paesaggi di Tivoli, si ispirano a due acqueforti anch’esse pendant del noto artista tedesco Wilhelm Friedrich Gmelin, residente a Roma dal 1787 al 1820.
Martorana si cimenta a tempera più volte con la rappresentazione di tali luoghi.
Ne sono testimonianza i nostri inediti acquarelli su carta, di cm 63 x 42,5, Veduta delle Cascate delle Marmore a Terni e Veduta delle Cascate di Tivoli, iscritta sul verso la prima: “Veduta della Celebre Cascata del fiume Velino a Terni” e firmata sul verso in basso: P. Martorana Pittore”. Iscritta la seconda sul verso: “Veduta della Grotta di Nettuno e’ il Tempio della Sibilla in Tivoli” e sul verso in basso: “[…] Si vendono da Pietro Martorana Pittore”.
Martorana esempla la sua Veduta delle Cascate di Tivoli sull’incisione Die Grotte des Neptuns mit den Tempeln der Vesta und Sybille in Tivoli datata 1793 di Gmelin, ma ne fa una interpretazione puramente naturale priva di presenza umana. Le figure presenti in basso nell’opera di Gmelin sono assenti in Martorana.
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