Amédée BOURGEOIS
Questa veduta di eccezionale qualità artistica, riemersa sul mercato antiquario parigino, immortala un tratto del fiume Tevere oggi compreso tra i lungotevere Flaminio (sulla sponda sinistra) e Oberdan (sulla sponda destra).
L’inquadratura è presa da un approdo di pescatori nella zona detta “Albero Bello”, località che si trovava sulla riva sinistra all’altezza della chiesetta di Sant’Andrea, il cui nome derivava da un imponente albero chiaramente riconoscibile all’interno della composizione pittorica. Catturato alle prime luci dell’alba, lo scorcio panoramico si dispiega da sinistra verso destra abbracciando i Monti Parioli (Villa Balestra) fino a Castel Sant’Angelo.
Lo skyline include il Casino Borromeo, le torrette della Villa Medici al Pincio, Porta del Popolo e, in primo piano a destra, un casino munito di loggia e altana affacciato sulle acque del fiume, la cosiddetta “casa di Claude Lorrain”.
L’edificio, soggetto iconografico celebre dal Seicento a tutto l’Ottocento, nacque originariamente come torre di avvistamento fluviale. Trasformato in casale rustico e poi, nel Settecento, in casino di villeggiatura noto come “Villa di Montesecco”, fu espropriato agli ultimi proprietari, i banchieri francesi de Reinach, e demolito nel 1892 per fare posto alla Piazza d’Armi e al lungotevere.
La sua vasta fortuna pittorica si deve a Claude Lorrain, che lo ritrasse così spesso da alimentare l’aneddoto (storicamente infondato) che fosse una sua proprietà suburbana. Lorrain studiava la natura dal vivo lungo questo tragitto fluviale e campestre, noto come Promenade de Poussin, un percorso divenuto mitico per intere generazioni di artisti ottocenteschi. Il fascino della Promenade, vero e proprio luogo mitico per i pittori ottocenteschi (soprattutto francesi), attrasse anche Amédée lungo le rive del Tevere.
L’esatta individuazione topografica consente di identificare e datare il dipinto con precisione: si tratta dell’opera esposta al Salon di Parigi del 1827 con il titolo Vue des bords du Tibre, autrement dits la promenade du Poussin. L’opera faceva pendant con la Vue de la ferme de la Crescenza dite la fabrique du Poussin, un altro tema classico del vedutismo dell’epoca.
La funzione ideale del percorso è ribadita nel dipinto dalle figure di staffage sulla riva sinistra, tra cui un viandante che riposa osservando il lavoro dei pescatori.
Il quadro s’inserisce organicamente nella tradizione del paesaggio classico e s’ispira alle vedute messe a punto da Lorrain, Paolo Anesi, Richard Wilson e J.M.W. Turner, anticipando successivi pittori francesi come Paul Flandrin e Jean-Achille Benouville.
L’opera di Bourgeois mostra una notevole complessità cromatica, orchestrando i verdi della vegetazione riparia e i bruno-ocra delle sponde scoscese riflessi nel fiume sotto un cielo grigio-rosa. Le barche evocano i modelli di Vernet e Pillement, mentre lo sfondo sfuma verso i Colli Albani. L’autore sceglie deliberatamente di elevare l’umile “Albero Bello” e il “Casino di Montesecco” a protagonisti visivi, accostandoli alla Roma monumentale e storica.
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