Jean-Charles-Joseph RÉMOND
Il nostro dipinto raffigura le celebri cascate del fiume Aniene sotto Tivoli. Il luogo era meta di pellegrinaggio dei turisti che si recavano prima a Roma e poi a Tivoli.
La Grotta di Nettuno era famosa allora come oggi per i particolari effetti sonori e visivi che vi si potevano ammirare. Tutta l’area delle cascate fu oggetto di un intervento di papa Gregorio XVI per mettere in sicurezza la zona a seguito di una disastrosa inondazione del fiume nel 1826.
Remond dipinse con alcune varianti, varie versioni di questa veduta di cui una firmata e datata ‘1833’ è passata in asta a Sotheby’s New York, ottobre 1997.
Jean-Charles-Joseph Rémond, figlio di uno stampatore di incisioni, fu un noto pittore e litografo. Studiò all’Ecole Nationale des Beaux Arts; dove ebbe tra i suoi maestri i pittori Jean-BaptisteRegnault (1754-1829) e Jean-Victor Bertin (1767-1842). A partire dal 1814 Rémond cominciò ad esporre al Salon parigino suoi studi ripresi dal vero e paesaggi “storici”.
Nel 1821 vinse la seconda edizione del Prix de Rome per il “paesaggio storico” con il dipinto Il ratto di Proserpina ed ebbe quindi l’opportunità di soggiornare per quattro anni in Italia stabilendosi alla Villa Medici a Roma, recandosi spesso a Napoli e nel salernitano soprattutto tra il 1822 e il 1823. Al Salon parigino nel 1824 inviò da Roma una Veduta di Amalfi, presa dal golfo di Salerno, studio dal vero, e a quello del 1827, una volta rientrato in patria, presentò una Veduta di una ferriera ad Amalfi, Regno di Napoli.
Il soggiorno italiano fornì al Rémond molto materiale per le due raccolte di litografie che diede alle stampe: le Vues d’Italie (1827/1828) e i Souvenirs de Naplesdessinés d’aprés nature (1831).
Il paesaggio campano fa da sfondo anche a dipinti di soggetto religioso, come L’Arcangelo Michele che sconfigge il diavolo (Parigi, chiesa di Saint Sulpice), esposto al Salon nel 1827; in esso compare, in bella evidenza, l’Arco Naturale di Capri e tutto lo sfondo roccioso appare ispirato alla particolare conformazione dell’isola.
Nel 1842 tornò ancora in Italia, precisamente in Sicilia, sostando a Roma nel viaggio di ritorno. Nel 1844 espose per l’ultima volta dipinti italiani e dal 1849 non partecipò più ad esposizioni ufficiali.
In vita ottenne vari riconoscimenti, tra cui la Legion d’Onore nel 1854, e tra i suoi allievi ebbe anche Pierre Etienne Théodore Rousseau, uno dei massimi artisti dell’Ottocento, caposcuola dei pittori Barbizonniers.
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