SILENZI PARLANTI - Dipinti di Paolo La Motta

29 Maggio - 20 Giugno 2026
Panoramica

Ho avuto modo di conoscere Paolo La Motta, valente artista napoletano, già diversi anni fa, e sin da allora ho sempre ammirato la sua opera, così profondamente affine al mio sentire e a quei pittori del ‘Grand Tour’ ai quali da sempre rivolgo la mia attenzione.

Gli interni di La Motta evocano i silenzi sospesi dei danesi Carl Holsøe e Vilhelm Hammershøi; i suoi muri scrostati richiamano, con struggente poesia, i magnifici dipinti del gallese Thomas Jones, che seppe immortalare la quotidianità di Napoli non attraverso monumenti o l’immancabile Vesuvio, ma cogliendo l’anima autentica della città nei muri consumati dal tempo e nei panni stesi al sole.

Allo stesso modo ha operato La Motta. Quando mi sono recato nel suo straordinario atelier nel quartiere Rione Sanità, colmo fino all’inverosimile di quadri e oggetti, per selezionare le opere da presentare alla nostra prossima mostra, non vi ho trovato neppure un dipinto raffigurante il classico Vesuvio!

E ciò rivela molto del suo gusto e della sua sensibilità artistica. Ho incontrato interni di stanze, scorci del Museo Archeologico, vedute di Pompei; poi fanciulli e giovani donne dallo sguardo assorto e indefinibile, muri napoletani e molte altre suggestioni, ma nessuna veduta del pur magico Golfo!

Come ha giustamente scritto Sylvain Bellenger, al quale rivolgo il mio più sincero ringraziamento per aver firmato l’introduzione alla brochure, “l’incontro tra La Motta e Antonacci era scritto in anticipo e oggi non fa che compiersi”.